LA LIPU INVIA UNA LETTERA DI DIFFIDA E CHIARIMENTI ALL’ANAS E AL COMUNE DI PALERMO

viste le numerose segnalazioni che da settimane stanno arrivando da parte di cittadini e automobilisti che transitano lungo l’autostrada Messina-Palermo, la Lipu di Palermo, con una pec inviata all’Anas, al Comune di Palermo, al Consorzio Autostrade Siciliane e per conoscenza al Corpo Forestale Regionale, ha elencato una serie di richieste, diffidando gli enti preposti dall’abbattere i restanti pini e di ripristinare la vegetazione con essenze autoctone di pari servizi ecosistemici:
ECCO COSA LA LIPU CHIEDE:
– le motivazioni per cui si stanno perpetrando in maniera indiscriminata gli abbattimenti di tutti i filari dei pini domestici (Pinus pinea) nei due sensi di marcia in corrispondenza dei lavori per l’apertura dello svincolo “Roccella” (e non solo…);
– L’invio dell’ordinanza (e da chi è partita l’ordinanza) e il nome della ditta appaltatrice che sta effettuando i lavori;
– La relazione tecnica dell’agronomo/i che attesti che tutti i pini sono a rischio crollo per la seguente causa:_______________;
– Dati statistici su reali incidenti automobilistici dovuti a radici sollevate da pini o da altre essenze arboree lungo strade o autostrade (e non dovuti a distrazioni o eccesso di velocità);
– Un piano di ripristino della vegetazione abbattuta con specie autoctone di pari dimensione che possano, una volta grandi, offrire gli stessi servizi ecosistemici.
In assenza e in attesa di questi dati e di documentazioni, la Lipu di Palermo diffida il Comune di Palermo, l’Anas e tutti gli Enti coinvolti dal continuare il taglio dei pini.
Le alberature stradali sono importantissime per l’ombra e il riparo dal sole, soprattutto per gli automobilisti quando il sole è basso e può provocare seri problemi e anche incidenti per l’offuscamento della vista dovuto al sole diretto (è uno dei motivi per cui furono piantati gli alberi). Esse, durante le giornate estive con caldo torrido e traffico intenso con code chilometriche, danno refrigerio, abbassano le temperature, mitigano e purificano l’aria dalle polveri sottili, soprattutto in un periodo come questo in cui è in atto il cambiamento climatico e le temperature stanno subendo un innalzamento; riducono lo stress (anche grazie al canto degli uccelli canori che vi nidificano) e fungono da barriera antirumore; aumentano la biodiversità, dando rifugio per la fauna selvatica, soprattutto per l’avifauna, sia d’estate con la costruzione o il riutilizzo dei nidi, che d’inverno per i dormitori notturni.

Riguardo i nidi, vi sono delle norme regionali e nazionali che vietano espressamente la loro distruzione, ma non è specificata la data (Legge 157/92 art. 21), dunque se sono presenti dei nidi, anche se vuoti o al di fuori del periodo di nidificazione, tali nidi devono essere lasciati intatti, anche perché molti nidi possono essere riutilizzati da altre specie nella stagione successiva, e perciò l’albero non deve essere abbattuto; da sottolineare che i nidi di alcune specie non possono essere rilevati dall’esterno neanche da ornitologi esperti, poiché dislocati all’apice di ciuffi di fogliame o all’interno di cortecce con spessore di 2,5 cm o biforcazioni di rami poco visibili o invisibili e non basterebbe nemmeno una gru con cestello o attrezzature tecniche (il rampichino comune per esempio nidifica in fessure dei tronchi stretti di un paio di cm, così come lo scricciolo; il verzellino realizza il suo nido di pochi cm all’apice dei pini);
Piantare un albero al posto di uno tagliato non è la stessa cosa, gli esperti affermano che un albero grande e maturo ha un valore largamente maggiore rispetto a un nuovo impianto. Le evidenze rese in ambito scientifico e convegnistico parlano di un rapporto 1:70, ma alcuni esperti hanno addirittura affermato che per sostituire un albero già presente occorrerebbe piantarne fino a 2000 come compensazione;

Gli alberi maturi sono importanti per la nidificazione e riparo di rapaci come la poiana, l’allocco, il gufo comune. I rapaci sono all’apice della catena alimentare e per tale motivo sono inseriti tra le specie protette e particolarmente protette dalla legge 157/92. Non bisogna trascurare questi aspetti.
Adesso è vigente il Regolamento europeo sul ripristino della natura: NATURE RESTORATION LAW – REGOLAMENTO (UE) 2024/1991 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 24 giugno 2024 sul ripristino della natura _ all’art. 8 chiede agli Stati membri che non venga persa copertura arborea urbana (e in prospettiva aumentarla). L’ISPRA al convegno del 21 novembre scorso ha già documentato, soltanto in questo primo anno, la perdita di oltre 4000 ettari di aree verdi, che comprendono 600 ettari di alberature.
Pini pericolanti? Da un’intervista al Dott. G. Morelli (uno dei massimi esperti di pini in Europa) presa dal sito web del Conalpa, Il pino domestico (Pinus pinea) in condizioni naturali presenta un robusto e profondo fittone in continuità con il tronco. Si tratta di una organizzazione anatomica formidabile, che garantisce la stabilità dell’albero anche in terreni privi di coesione, permettendo al contempo di sfruttare al meglio le risorse del substrato; riguardo le radici, vi sono tecniche moderne ed efficaci che permettono di ovviare il problema dell’innalzamento delle radici, evitando l’abbattimento dei pini.
Sul sito web dell’Anas vi si trova una pagina dedicata alla sostenibilità ambientale come la lotta al cambiamento climatico https://www.stradeanas.it/it/sostenibilita. Il taglio immotivato di centinaia di alberi che si sta perpetrando in tutte le strade e autostrade siciliane va contro le politiche dell’azienda.
La Lipu continua a vigilare e se sarà necessario è pronta a fare una denuncia in procura, poiché tali abbattimenti al momento sono ingiustificati.
Delegazione Lipu Palermo
